Il gas Radon: Valutazione del rischio, prevenzione e bonifica

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Posti: Esaurito


L’esposizione al gas radon presente nell’aria delle abitazioni e dei luoghi di lavoro (e più in generale negli ambienti chiusi) rappresenta uno dei principali fattori di rischio di tumore polmonare. Il radon ed i suoi prodotti di decadimento sono classificati tra i cancerogeni accertati di gruppo 1. In Italia è stato elaborato, da un gruppo di lavoro del Ministero della Salute, il Piano Nazionale Radon approvato dal Consiglio Superiore di Sanità con la finalità di ridurre il rischio di tumore polmonare associato all’esposizione al radon.

Per la protezione dal rischio da Radon, il d.lgs. 81/08 prevede che, come per tutte le problematiche connesse alle radiazioni ionizzanti, si faccia riferimento alla Legislazione specifica (Il Decreto legislativo n. 241/2000, che integra e modifica il d.lgs n. 230/1995) che fissa un livello di azione per gli ambienti di lavoro interrati, per quelli situati in aree definite a rischio e per le scuole. Siamo, però, in fase di recepimento della direttiva europea 2013/59/Euratom (approvata il 5 dicembre 2013) (attualmente è in vigore la legge di delega L. 4/10/2019 per il recepimento della direttiva) che contiene anche disposizioni riguardanti il radon nelle abitazioni e una più stringente protezione dal radon nei luoghi di lavoro.

Alcune Regioni italiane hanno anticipato tale recepimento con una specifica legge regionale (Puglia e Campania) con la quale si rende obbligatorio l’effettuazione di misure di radon per tutti i luoghi di lavoro, anche a piano terreno.

Inoltre, il Decreto 11 ottobre 2017 sui Criteri Ambientali Minimi CAM prevede, per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici, la verifica di un basso rischio di esposizione al Radon e la conformità del progetto rispetto al criterio di mitigazione dell’esposizione al Radon.

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